Il Prode Pinocchio

Fonte: http://www.rinascita.info/

“Il problema riguardante il pacifico programma nucleare dell’Iran potrà essere risolto se i paesi europei prenderanno una posizione indipendente dagli Stati Uniti”. È il commento rilasciato all’agenzia Irna dal presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad dopo l’incontro con Romano Prodi. Naturalmente il nostro presidente del Consiglio, alla ricerca di “unzioni atlantiche”, ha puntato tutto sulla fedele sudditanza agli Usa, in questo momento più che interessati ad ottenere dal Consiglio di sicurezza dell’Onu una decisione per imporre sanzioni all’Onu. Una tattica, quella dell’amministrazione Bush, destinata in ogni caso a fallire, poiché è notorio che la Russia di Putin non ha alcun motivo per esacerbare i propri rapporti diplomatici con l’Iran. E, tra i membri del Consiglio dell’Onu c’è anche la Cina che non sembra prona ai diktat di Washington. La vergognosa partita di scacchi che l’Occidente sta giocando con Teheran, contro un popolo al quale i detentori del monopolio nucleare non vogliono permettere lo sviluppo dell’energia nucleare pulita temendo come contraccolpo un calo delle forniture di petrolio iraniano, ha anche un altro protagonista, il cosiddetto “ministro degli esteri” dell’Ue, quello Javier Solana tristemente noto il suo ruolo di ex segretario della Nato e principale orditore della trama delle guerre balcaniche contro l’indipendente Serbia. Un uomo indicato - è questa è la nuova vergogna - come l’interlocutore dell’Ue con l’Iran per il negoziato sul nucleare. Immagianiamoci quanto fazioso e di parte, visti i precedenti. Il cosiddetto Mister Pesc incontrerà il negoziatore iraniano Ali Larijani la prossima settimana a Vienna per riproporre le proposte di Frank-Walter Steinmeier e di Mohammed El Baradei sulla creazione di un mercato del combustibile nucleare prodotto in paesi terzi sotto il controllo dell’Aiea. Proposte che tuttavia il governo di Teheran non accetterà, in nome dell’indipendenza della Nazione e della legittimità del programma “ricerca e sviluppo” secondo le regole del Trattato di non proliferazione. Che, si badi bene, l’Iran ha sottoscritto e che invece, per esempio, Israele non ha nemmeno firmato, diventando una potenza nucleare anche militare, senza per questo essere obiettivo di “sanzioni internazionali”... Anche il Nostro Prodi - è un fatto - non è certo, da parte sua, un campione di indipendenza. Non a caso al termine del suo colloquio con il presidente iraniano ha parlato esplicitamente di “eventualità delle sanzioni”, tanto per rassicurare Washington della sua completa prostrazione. Per questo ridicolo rappresentante dell’Italietta, che ambisce a entrare ufficialmente nella squadra negoziale che tratta la questione Iran, è infatti necessario rassicurare i membri permanenti del Consiglio Onu più la Germania, e soprattutto i suoi più diretti padroni, gli angloamericani, sul fatto che non costituirà l’anello debole della catena di strangolamento del Paese che si affaccia sul Golfo Persico. E dire che l’interesse dell’Italia, della vera Italia, sarebbe tutt’altro. Lo stesso coltivato da Enrico Mattei negli anni 50-60 e dall’Eni e l’Iri negli anni 70, la collaborazione paritetica allo sviluppo e al benessere economico delle rispettive Nazioni. E che esiste ancora oggi, visto un interscambio Italia-Iran giunto a cinquemila miliardi di euro. Una cooperazione economica che si fa forte di una lunga e comune storia. Ma Prodi e Soci non guardano mai oltre il loro naso. Un naso molto lungo, quando parlano di solidarietà internazionale: una naso come Pinocchio.

u.g.

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