Il petrolio

Fonte: http://www.adusbef.it/

SPECULAZIONE: IL PETROLIO SCENDE SOTTO I 60 DOLLARI AL BARILE, PERDENDO IL 23,5 PER CENTO DAI MASSIMI DI 78,40 DOLLARI RAGGIUNTO IL 14 LUGLIO, LA BENZINA,FISSATA A 1,243 EURO AL LITRO, CALA DELL’11,2 % RISPETTO A 1,4 EURO. TALE EVIDENTE ASIMMETRIA DOVREBBE INDURRE IL GOVERNO AD INTERVENTI URGENTI A TUTELA DEL MERCATO E DEI CONSUMATORI,COSTRETTI A PAGARE 170 EURO IN PIU’ SU CONSUMO MEDIO ANNUO DI 2000 LITRI DI BENZINA A FAMIGLIA,

CON MAGGIORE SPESA DI 283 MILIONI AL MESE, 3,4 MILIARDI DI EURO L’ANNO.

Siamo curiosi di leggere le giustificazioni dei petrolieri (specie le compagnie italiane), lesti come lepri ad aumentare repentinamente i prezzi delle benzine quando rincara il costo del barile,lenti come tartarughe quando,come in questi giorni,il costo del petrolio è sceso sotto i 60 dollari al barile (59,94), sul mercato after hours di New York di stamane.

Questi sono i dati, che qualsiasi studente del primo anno di ragioneria,può agevolmente calcolare anche con il pallottoliere e che dovrebbero anche essere oggetto dell’attenzione del Governo (non sarà che fanno comodo i prezzi più elevati, dai quali scaturiscono maggiori entrate fiscali ?) e di un urgente esame dell’Antitrust, specie dopo il decreto Bersani:

A luglio, quando il prezzo del barile arrivò al record di 78,40 dollari (14 luglio),il cambio euro dollaro era fissato a 1,2793 lo stesso livello medio di oggi (stamane 1,2813),mentre per 1 litro di benzina, bisogna pagare una media di 1,4 euro. Oggi, la media dei prezzi della benzina servita, rilevata dal sito del Ministero dello Sviluppo Economico (molto più bassa di quella effettivamente praticata dai gestori,specie sulla rete autostradale),è di 1,243 euro al litro per Agip,Esso,Q8, Shell,Total; di 1,245 per Api, di 1,252 per la Tamoil, di 1,263 per la Erg (la più cara in assoluto).

Dal pallottoliere dello studente si evince che il ribasso del barile (a parità sostanziale del tasso di cambio euro dollaro) è stato del 23,5 per cento dal picco di 78,40 dollari del 14 luglio 2006,mentre l’andamento lento e tranquillo del calo della benzina, è stato dell’11,2 per cento dal picco di 1,4 euro a 1,243 di oggi.

Qualora si dovessero fissare paletti seri e di mercato, il contrario del libero arbitrio dei petrolieri tra una corretta variazione sui prezzi (sia in aumento,che in diminuzione) del barile del 23,5 per cento (da 78,40 dollari a 60 dollari di oggi), 1 litro di benzina verde dovrebbe costare oggi una media di 1,12 euro,non già 1,243 euro, con un risparmio di 8 euro per ogni pieno di 50 litri (che non tutti si possono permettere),che costa oltre 62 euro.

Per questo Adusbef chiede al Governo distratto (forse interessato a prezzi alti per ragioni di maggiori introiti fiscali) che ritiene di far adeguare i prezzi con lo strumento degli inviti,degli appelli e della moral suasion a petrolieri ciechi e sordi,attenti esclusivamente alla logica del profitto speculativo, di fissare paletti legislativi per tutelare le famiglie consumatrici e le imprese.

Elio Lannutti (presidente Adusbef)

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