Ground Zero uccide ancora

Fonte: http://www.rassegna.it/
Segnalato sul sito ComeDonChisciotte.net

di Davide Orecchio

L'11 settembre è diventata una malattia, in molti casi mortale. Che riguarda, secondo le stime dei sindacati, almeno 15 mila lavoratori. Pompieri, medici, poliziotti e volontari respirarono i veleni di Ground Zero. La storia di come l'amministrazione Bush non salvò i salvatori

L'11 settembre continua a mietere vittime. E, a cinque anni di distanza dall'attacco alle Torri gemelle, una nuova generazione di vedove rischia d'affacciarsi sulla scena. Sono le mogli di chi lavorò tra le macerie, giorno dopo giorno, portando alla luce corpi e detriti, spazzando da Ground Zero i resti dell'attentato. Pompieri, muratori, poliziotti, medici, infermieri e volontari che respirarono polveri tossiche e sostanze chimiche velenose, dall'amianto al combustibile dei jet caduti. Adesso hanno iniziato ad ammalarsi. E a morire.

Uno studio elaborato recentemente dallo staff medico dell'ospedale Mount Sinai di New York dimostra che il 70% delle persone che lavorarono a Ground Zero ha subito gravi lesioni ai polmoni e all'apparato respiratorio. L'analisi è stata condotta su più di 9 mila persone tra le 40 mila che operarono sul posto, il che significa che quasi 7 mila hanno riportato sintomi di affaticamento respiratorio dovuto al contatto, all'epoca, con sostanze tossiche e cancerogene.

Un secondo studio, pubblicato sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, dimostra poi che 12 mila tra pompieri e operatori medici hanno subito danni permanenti ai polmoni e che, durante l'anno successivo all'11 settembre, la loro capacità polmonare si è compromessa a livelli che normalmente corrispondono a dodici anni di invecchiamento in un essere umano. L'analisi mostra come il 50% dei soggetti sia stato colpito dalla cosiddetta "tosse da World trade center", che il 42% soffre di affaticamento respiratorio e il 24% ha problemi di espettorazione. Gli autori dello studio tengono tuttora sotto osservazione i lavoratori per verificare se i loro polmoni continuano a peggiorare. E' probabile che la risposta sarà affermativa.

Sono solo le prime evidenze scientifiche di un dramma che si percepì immediatamente, e che anche Rassegna riportò in quei giorni terribili successivi all'attentato. Chi lavorava a Ground Zero non solo vedeva la morte coi propri occhi, ma la respirava pure e ne era cosciente. Per anni l'amministrazione Bush e l'Agenzia per la protezione ambientale hanno negato che l'aria fosse contaminata, smentendo ogni nesso tra le patologie e i decessi e le macerie di nine eleven. Il muro dell'omertà ha iniziato a sgretolarsi lo scorso gennaio, quando un poliziotto di New York, il trentaquattrenne James Zadroga, è morto di antracosi e il medico legale ha confermato che la causa erano le tossine respirate a Ground Zero.

Un'altra vittima è Mike Damato. 33 anni, lavoratore edile, Damato è ancora vivo, ma i medici gli hanno diagnosticato la situazione polmonare e asmatica di un sessantenne: come riporta un articolo dell'Observer, "la polvere corrosiva e l'aria tossica che respirò per mesi sul luogo del disastro gli stanno mangiando la gola e l'esofago". Mike è nello stadio immediatamente precedente al cancro. A Ground Zero lavorava nella "bucket brigade", letteralmente la "squadra del secchio", passando recipienti di detriti di mano in mano senza mai indossare una maschera protettiva.

Ecco lo scandalo: nessuno - accusano i sindacati - si premurò di proteggere i lavoratori dalle sostanze tossiche. "Fin dall'inizio lavoratori e volontari furono trattati in modo grottesco - ricorda Joel Shufro, direttore del New York Committee for Occupational Safety and Health, un'associazione non profit di 200 sindacati locali -. I funzionari governativi decisero che consentire il ricorso a un'adeguata protezione respiratoria avrebbe smascherato la menzogna che l'aria era salubre, di conseguenza la Borsa e le più grandi banche del mondo non avrebbero potuto riaprire prima che fosse completata la decontaminazione della zona".

Subito dopo l'attacco la direttrice dell'Agenzia per la protezione ambientale, Christine Todd Whitman, assicurò pubblicamente che la zona era sicura. Recentemente, però, un'inchiesta del New York Daily News ha riportato che l'amministrazione Bush avrebbe autorizzato Whitman a occultare materiale imbarazzante sui rischi chimici e tossici di Ground Zero.

"Il nostro governo non ci stava dicendo la verità - ha commentato Hillary Rodham Clinton -. L'aria non era salubre. Non ci si poteva vedere attraverso, figuriamoci respirarla".

Così l'11 settembre è diventata una malattia, in molti casi mortale. Che riguarda, secondo le stime dei sindacati, almeno 15 mila lavoratori.

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