Bertinotti e Israele

Fonte: http://anzetteln.splinder.com/

Vedo al notiziario delle 13 un Bertinotti quanto mai presidenziale che, a commento dell'iniziativa tenuta ieri nei locali della Camera del Partito dei Comunisti Italiani (la concorrenza), dove un rabbino, un imam, e un padre comboniano hanno avuto una discussione nella quale qualcuno ha sollevato dubbi (tenetevi forte) sulla legittimità dello stato di Israele, ha detto che si tratta di una cosa di "inaudita gravità".

In qualche modo Bertinotti ha ragione, le basi della legittimità internazionale di Israele sono una cosa talmente labile e precaria che chiunque vada a vedere un po' più da vicino come stanno le cose parla di corda in casa dell'impiccato. Sì, perché tale "legittimità" non si basa altro che sulla decisione unilaterale di una serie di grandi paesi, dopo il 48, di aprire normali relazioni diplomatiche con Israele, ovvero sia di considerarlo legittimo perché così si è scritto nei protocolli diplomatici che regolavano l'intesa tra i due paesi.

Ma le fonti reali della legittimità giuridica di Israele, ovvero il Piano di Partizione della Palestina del 47, e la Risoluzione numero 194 dell'Assemblea Generale dell'ONU, che regolava il diritto al ritorno dei profughi palestinesi, non hanno alcun valore. La prima perché i Palestinesi non l'accettarono (come era necessario dato il suo carattere di proposta alle parti), e la seconda perché Israele non ha mai ottemperato ai suoi obblighi verso i profughi palestinesi.

Mettere in discussione la legittimità d'Israele non significa volere la sua distruzione, ma condizionare la legittimità stessa al pieno rispetto dei diritti nazionali del popolo palestinese, che ancora oggi NON SONO RICONOSCIUTI da Israele, senza che Bertinotti si scandalizzi troppo.

Dare per assodata la legittimità di Israele senza considerare la prospettiva storica del problema equivale a negare le ragioni più profonde della causa palestinese, ed a cercare la soluzione in qualche piatto di lenticchie da servire loro (magari tra altri 50 anni) definendo "terrorista" o "estremista" chi non si accontenta dell'elemosine.

Ovviamente a scoprire il trucco non vi aspettate che ci pensi il comunista televisivo dall'erre moscia, vero?