AIDS e fondi

La sindrome da immunodeficienza acquisita è ormai per tutti la nota malattia del secolo. Ogni anno ci sono eventi, manifestazioni e giornate di sensibilizzazione molte delle quali con lo scopo di raccogliere fondi per la ricerca. Le fondazioni e la raccolta dei fondi pro AIDS sono molteplici, le maggiori delle quali con scopi veramente autentici (forse perché si agisce in buona fede, ma a volte bisognerebbe anche studiare il problema più a fondo). Quello che dopo molti anni mi lascia pensare è il modo il cui questi fondi vengano utilizzati.

La teoria di Robert Gallo del 1984, che associa il virus dell' HIV alla conseguente presenza dell' AIDS, non è che una vera e propria supposizione. Ad oggi infatti non ci sono prove, ne dimostrazioni scientifiche che mettano in relazione il retrovirus HIV con la malattia del secolo(1). C'è molta confusione sulle metodologie utilizzate per la diagnosi e molti interessi economici ad esse collegate. I più moderni test HIV infatti non sono sicuri ne accurati. Non esistendo relazione scientifica tra il virus e la malattia inoltre, c'è il rischio di diagnosticare l'AIDS a persone sane o affette da altre patologie. A volte il test può risultare positivo se il paziente è affetto da altre patologie o infezioni (varicella, stato di gravidanza, epatite, herpes). L'attendibilità del test quindi non è assolutamente scientifica e non è stato creato uno standard a livello internazionale che ne classifichi le metodologie di esecuzione.

Ad esempio in Africa si può diagnosticare la malattia senza la necessità di effettuare il test dell'HIV. Viene diagnosticato esclusivamente in base a quattro sintomi clinici: diarrea, febbre, tosse persistente e perdita di peso. Il 97% degli africani positivi al test HIV non ha l' AIDS. Inoltre questa malattia non è la prima causa di morte nel continente nero. Anche se non si è profondi conoscitori del problema, basta fare semplici deduzioni per vedere la totale mancanza di verità in tutto questo business. Se per diagnosticare l' AIDS è necessario presentare i sintomi sopra descritti è altrettanto facile comprendere come le cifre sugli effettivi malati nel mondo siano gonfiate. In Africa, la carenza di acqua, cibo e igiene è la principale causa di morte, oltre a malattie da tempo debellate nel ricco occidente. Affermare che l'AIDS sta distruggendo l'Africa mi sembra una disgustosa copertura della verità per giustificare i milioni di dollari investiti nella ricerca.

L'AIDS inoltre non è una malattia in crescita, infatti le statistiche mondiali presentano dati in costante decrescita (a meno che si continui a diagnosticare come AIDS anche la tubercolosi o la malaria africana).

Le moderne tecniche di cura, basate su farmaci come l'AZT (chemioterapico accantonato per combattere le malattie degenerative, ma approvato dalla FDA americana come farmaco per contrastare l'AIDS) non fanno altro che aumentare le probabilità di morte e un più rapido peggioramento della malattia. Infatti distruggendo le cellule del midollo osseo il corpo tende a reagire per combattere la tossicità del farmaco. A lungo andare il sistema immunitario crolla e l'individuo diventa il bersaglio di ogni più piccola infezione. (Avete mai sentito parlare di malati di AIDS morti per un semplice raffreddore?)

In ogni caso la miglior cura per combattere l' AIDS è mantenere uno stile di vita corretto e un'alimentazione sana. Ci sono inoltre moltissimi rimedi naturali per rafforzare le difese immunitarie e l'intero sistema linfatico umano.

Sarebbe bello se Bono e tutti gli attivisti e artisti impegnati nella campagna per raccogliere fondi per una volta destinassero gli incassi a favore dell'informazione vera e onesta. Forse poi sarebbe più facile combattere questa malattia.


(1).L' HIV è un retrovirus non citotossico cioè non in grado di distruggere le cellule umane come nel caso di malattie degenerative e presenta la struttura genetica di tutti gli altri retrovirus conosciuti, normalmente presenti a centinaia nel corpo umano.


Bibliografia
AIDS e se fosse tutto sbagliato ? Di Christine Maggiore (Macroedizioni)

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